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Scritto il 26/12/2015

Molti colleghi e amici, bene informati, da buoni giornalisti, mi chiedono se sia vero che ho lasciato La Presse e perché. Lo confermo: è vero. Quella conclusasi il 21 dicembre è stata un’esperienza di lavoro breve – poco più di otto mesi -, in un’Azienda molto dinamica e con una redazione che ha nella rapidità e nella flessibilità, oltre che nella freschezza e nell’entusiasmo, punti di forza importanti.

La mia uscita non è frutto di recriminazioni: sono riconoscente all’Azienda e al direttore Antonio Di Rosa, collega ed amico dagli esordi professionali, per la fiducia accordatami.

Ho deciso di interrompere l’esperienza in anticipo sul previsto per una somma di motivi: hanno certamente pesato la sensazione d’essere fuori luogo –io pensionato- occupando una posizione potenziale da “posto fisso”, quando moltissimi giovani colleghi s’arrabattano in avvilenti precariati; e pure il desiderio d’essere più padrone del mio tempo e di potermi dedicare con maggiore continuità ai temi che più mi appassionano e dove sono meno incompetente. Ma il punto cruciale è che non sono mai riuscito a rendermi e a sentirmi utile, non avendo mai trovato la giusta sintonia con l’Azienda e con il prodotto.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+