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italia e europa per le riforme

Scritto per La Presse il 14/05/2015

La Commissione europea insiste sull’importanza che le riforme, oltre ad essere annunciate e varate, siano anche attuate. Dopo la pubblicazione delle raccomandazioni che l’Esecutivo comunitario ha ieri trasmesso al Consiglio dei Ministri dell’Ue perché le discuta e le faccia proprie, fonti della Commissione a Roma mettono in evidenza alcuni aspetti del caso Italia e riconoscono che, senza le politiche monetarie esercitate dalla Banca centrale europea, non è sicuro che l’Italia sarebbe già uscita dalla recessione.

Ieri, la Commissione ha pubblicato le sue proposte di raccomandazione per 26 Paesi dell’Ue, tutti meno Grecia e Cipro, che sono sotto tutela di programmi di risanamento dei conti pubblici. Si tratta d’un esercizio previsto dal ‘Semestre europeo’, il processo di controllo e verifica dei conti pubblici dei Paesi Ue.

L’esercizio, in cui –sottolineano le fonti- la Commissione Juncker ha privilegiato il dialogo, più che il confronto, con gli Stati, si chiuderà con la discussione delle raccomandazioni da parte dei ministri dei 28 e con la loro adozione al Consiglio europeo di fine giugno.

In dettaglio, le raccomandazioni per l’Italia sono sei e solo la prima si concentra sui conti pubblici, nonostante la soglia d’attenzione resti alta (e la sentenza della Corte costituzionali sulle pensioni o la notizia che il debito pubblico a fine marzo ha raggiunto un nuovo record, a 2184,5 miliardi, non inducono certo ad abbassarla).

Un riferimento alle grandi riforme istituzionali (la riforma del Senato, l’abolizione delle province, l’adozione della legge elettorale) si coglie solo nell’invito a migliorare il  “quadro istituzionale”. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha giudicato le raccomandazioni europee “in linea con le politiche di governo”.

A parte quella sui conti, le altre puntano sulle riforme e la loro attuazione:

– adottare il piano strategico nazionale della portualità e della logistica e assicurare la piena operatività dell’Agenzia per la coesione territoriale, in modo da determinare un sensibile miglioramento della gestione dei fondi Ue;

-adottare e attuare le leggi in discussione intese a migliorare il quadro istituzionale e a modernizzare la pubblica amministrazione; riformare l’istituto della prescrizione entro la metà del 2015 e … ridurre la durata dei procedimenti, nell’ambito del miglioramento dell’efficienza della giustizia;

– introdurre misure vincolanti entro fine 2015 per risolvere le debolezze che permangono nel governo societario delle banche, con particolare riguardo al ruolo delle fondazioni, e adottare provvedimenti per accelerare la riduzione generalizzata dei crediti deteriorati;

– adottare i decreti legislativi riguardanti il ricorso alla cassa integrazione guadagni, la revisione degli strumenti contrattuali, l’equilibrio tra attività professionale e vita privata e il rafforzamento delle politiche attive del mercato del lavoro; istituire, di concerto con le parti sociali e in conformità alle pratiche nazionali, un quadro efficace per la contrattazione di secondo livello; nell’ambito degli sforzi per ovviare alla disoccupazione giovanile, adottare ed attuare la prevista riforma della scuola e ampliare l’istruzione terziaria professionalizzante;

– attuare l’agenda per la semplificazione 2015-’17, al fine di snellire gli oneri amministrativi e normativi; adottare misure finalizzare a favorire la concorrenza in tutti i settori contemplati dal diritto alla concorrenza e intervenire in modo deciso sulla rimozione degli ostacoli che ancora permangono; garantire la rettifica dei contatti di servizi pubblici locali che non ottemperano alle disposizioni di affidamenti ‘in house’ entro la fine del 2015.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+